
World Chocolate Master: chi è il celebre vincitore
World Chocolate Master: chi è il celebre vincitore
Il ritorno dell’Italia sul trono del World Chocolate Master 2026
A distanza di 13 anni dal precedente trionfo, la corona di miglior chocolatier del pianeta torna ad essere italiana. Ad aggiudicarsi il rinomato titolo del World Chocolate Master 2026 nella città di Anversa è stato il piemontese Tommaso Grollero, responsabile della produzione di cioccolateria del ristorante tristellato Da Vittorio dal 2022. L’ultimo connazionale a conquistare l’iride prima di lui era stato Davide Comaschi nel 2013. Oltre al primo posto assoluto, il professionista italiano si è portato a casa anche i premi accessori Best Taste e Best Design. Subito dopo l’annuncio della vittoria, Grollero ha commentato: “Non riesco ancora a crederci. Essere tra i finalisti era già di per sé un risultato straordinario. Negli ultimi nove mesi ho lavorato intensamente con il mio team per conquistare questo momento e sono profondamente grato a ciascuno di loro per aver contribuito a renderlo possibile. È stato un percorso incredibile e la vittoria lo rende ancora più speciale”.
Il profilo del campione e il legame con Davide Comaschi
Il nuovo campione globale ha 33 anni, è nato e si è formato a Mondovì (in provincia di Cuneo) diplomandosi presso l’Istituto Alberghiero. All’interno del laboratorio di DaV, Grollero affianca proprio Davide Comaschi, il quale nel 2013 fu il pioniere italiano a conquistare la medesima competizione. In questa occasione Comaschi, pastry chef Apei, ha svolto la funzione di coach accompagnando il collega sul podio. La loro collaborazione professionale dura ormai da otto anni, da quando Grollero fece il suo ingresso nella Chocolate Academy in veste di stagista. Commentando l’affermazione del suo allievo, Comaschi ha espresso tutta la sua gioia: “È stato un passaggio di testimone emozionante. Tommaso è entrato in Chocolate Academy come stagista e poi ha continuato a lavorare con me. Lavoriamo insieme da otto anni. Per me è stata una emozione enorme vederlo vincere, sono molto orgoglioso di lui, e lo sarei stato in ogni caso, perché comunque aveva già dimostrato di essere tra i migliori al mondo”.
La competizione di Anversa e le valutazioni dei giudici
La Gran Final del World Chocolate Master, evento firmato Callebaut, ha visto sfidarsi nella cornice della storica Handelsbeurs di Anversa 15 campioni regionali sulla tematica “Play & Taste”. La giuria ha vagliato i concorrenti attraverso quattro prove focalizzate su gusto, perizia tecnica, estro creativo, capacità narrativa e visione imprenditoriale. Ad orientare in modo decisivo l’esito a favore di Grollero è stata l’opera The Invisible, una scultura che si presenta anche come un’illusione ottica. Nella classifica conclusiva, alle spalle del talentuoso italiano, si sono piazzati il cinese Lyu Haoran al secondo posto e il giapponese Keita Koshimizu al terzo. Oltre al piazzamento d’onore, Haoran si è aggiudicato i trofei “Best Bonbon” e “Best Share”, mentre il superfinalista canadese Jérémy Monsel è stato insignito del riconoscimento “Best You”.
Il presidente della giuria del World Chocolate Masters, Amaury Guichon, ha analizzato così le prestazioni del vincitore: “Nel corso delle quattro sfide, Tommaso Grollero ha dimostrato una capacità straordinaria di coniugare equilibrio dei sapori, precisione tecnica e una cifra stilistica distintiva. Il titolo non viene assegnato sulla base di una singola creazione d’eccellenza, ma premia la coerenza del percorso e la capacità di esprimere una visione chiara e personale del gusto. È proprio questa combinazione di elementi ad aver permesso a Tommaso di distinguersi in una finale dall’altissimo livello competitivo”. Anche la pastry chef Ampi Silvia Federica Boldetti, presente nel panel giudicante, ha elogiato il trionfatore con parole ricche di ammirazione: “Non è solo questione di un titolo. Ma del suo pensiero e del suo essere totalmente autentico e fuori dagli schemi, restando semplice: lo ha fatto in modo silenzioso. Con un silenzio assordante, tecnica, testa bassa. È lui stesso l’illusione che ha rappresentato e non poteva farlo in modo migliore”. Grazie a questo successo, l’Italia aggiorna il proprio albo d’oro aggiungendo il sigillo del 2026 a quello ottenuto nel 2013 da Davide Comaschi. Nelle nove edizioni disputate finora, soltanto il Giappone era riuscito a piazzare due successi, ottenuti consecutivamente nel 2007 da Naomi Mizuno e nel 2009 da Shigeo Hirai.



