Sharon Stone, forza e resilienza nella vita e sul set

Sharon Stone, forza e resilienza nella vita e sul set

L’attrice racconta con sincerità il suo percorso tra traumi, successi e rinascite personali e professionali senza mai nascondere nulla

Raccontare senza compromessi

Sharon Stone si è raccontata al Guardian e, come spesso accade quando decide di farlo, non ha lasciato spazio a mezze misure. L’attrice che ha segnato un’epoca con Basic Instinct e che continua a essere una delle figure più iconiche di Hollywood ha parlato con Simon Hattenstone in un’intervista pubblicata da 7 – Corriere della Sera e rilanciata da Dagospia, un dialogo che più che un ritratto sembra un romanzo di sopravvivenza e di resilienza.

Tra ferite e memoria

Sharon Stone ph ig4Dalla morte della madre Dot, ricordata con crudele sincerità, agli abusi subiti da bambina, dalle violenze in famiglia alle molestie di Harvey Weinstein, Stone attraversa con voce ferma i passaggi più dolorosi della propria vita senza mai smarrire ironia e lucidità. Con un candore che sfiora la brutalità, ricorda l’infanzia segnata da un nonno abusante e da una madre capace di frasi terribili anche sul letto di morte, ma allo stesso tempo capace di spingerla a rompere un silenzio familiare durato generazioni. Nella sua memoria resta anche il cortocircuito di Basic Instinct, film che l’ha consacrata e al tempo stesso condannata a un’etichetta che le ha bruciato molte carriere possibili: dopo Casinò di Scorsese, interpretazione da Oscar, per anni non ha ricevuto proposte all’altezza. Un “boomerang”, come lo definisce, che non perdona il talento quando è femminile e troppo evidente.

Resilienza e rinascita

Sharon Stone ph ig2Eppure, la Stone che emerge è tutto fuorché vittima. Non si è piegata davanti a Weinstein, respingendolo fisicamente, né ha rinunciato a denunciare le umiliazioni subite in un’industria che spesso si diverte a ridurla a caricatura. Ha saputo rialzarsi dopo un ictus quasi fatale che le aveva tolto parola e movimento, ha combattuto battaglie legali per i figli, ha scelto di rifiutare ruoli mediocri pur di restare fedele a se stessa. Oggi, a sessantacinque anni, rivendica il diritto di lavorare e divertirsi, tornata sul set con energia nuova e uno sguardo che non ha smesso di sfidare.

Una vita da improvvisare

Il suo racconto oscilla continuamente tra ferite mai chiuse e lampi di umorismo, tra tragedia e orgoglio, come se la vita non fosse mai stata per lei un copione ma una scena da improvvisare di volta in volta. Non cerca indulgenza, non cerca consolazione: rivendica la propria storia e lo fa con quella miscela di durezza e fascino che l’ha resa inconfondibile. Alla fine dell’intervista, mentre cita la possibilità di affittare casa ora che i figli sono all’università, Stone lascia intravedere un futuro che non ha paura di reinventarsi. È come se dicesse che, dopo aver perso tanto, ciò che resta è un bicchiere vuoto pronto a essere riempito ancora. E la sensazione è che, qualunque cosa decida di versarvi dentro, sarà comunque indimenticabile.

A cura di Mario Altomura
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