Quattro giorni che cambiano il modo di vivere la fede

Quattro giorni che cambiano il modo di vivere la fede

Quattro giorni che cambiano il modo di vivere la fede

Da Messina parte un cammino condiviso che continua nelle città di origine, dove i giovani sono chiamati a rendere concreti gli impegni nati in questi giorni

Tutto il mondo è patria vostra ph Press

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Messina si prepara a diventare il cuore pulsante di una fede vissuta concretamente. Dal 30 aprile al 3 maggio 2026, la città accoglierà il Meeting nazionale dei giovani dell’Opera Don Guanella, promosso da Don Enzo Bugea Nobile, figura di riferimento spirituale e guida della comunità. Saranno 250 i giovani, tra partecipanti e animatori, provenienti da diverse città italiane come Perugia, Ferentino, Roma, Bari, Agrigento, San Ferdinando, Alberobello e Messina. Le attività si svolgeranno nelle comunità di SS. Salvatore – S. Pio X, Villaggio Aldisio e Fondo Fucile, dando vita a quattro giornate intense dedicate all’incontro, alla formazione e alla condivisione.

Il significato del tema “Fermarsi non si può”

Il titolo scelto per questa edizione, “Fermarsi non si può: destinazione mondo”, rappresenta una vera e propria dichiarazione di intenti. Il Meeting ruota attorno a un’idea precisa: la fede non è qualcosa da custodire passivamente, ma una missione da vivere ogni giorno nella realtà. A ispirare questo cammino è l’insegnamento concreto di San Luigi Guanella, sintetizzato nella frase “Non si può fermarsi finché ci sono poveri da soccorrere.”. Un messaggio che invita all’azione e alla responsabilità, spingendo i giovani a trasformare la spiritualità in impegno quotidiano.

Attività e spirito dell’incontro

Il programma del Meeting prevede una serie di momenti strutturati che accompagneranno i partecipanti lungo tutto il percorso: lavori di gruppo e momenti formativi, testimonianze e confronto, incontro con l’Arcivescovo, celebrazioni eucaristiche e Adorazione Eucaristica, con l’obiettivo di rimettere Cristo al centro del cammino. Accanto alla dimensione spirituale, non mancheranno occasioni dedicate alla fraternità e alla condivisione, perché la fede cresce nel rapporto con gli altri. Non si tratta semplicemente di prendere parte a un evento, ma di scegliere una direzione precisa: qui si viene per esporsi, per mettersi in gioco, perché una fede autentica non resta ferma, ma spinge ad agire. E questi giovani hanno già deciso di non restare immobili.

A cura di Viola Bianchi
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