Amanda Lear tuona contro Miley Cyrus: l’accusa di plagio

Amanda Lear tuona contro Miley Cyrus: l’accusa di plagio

Amanda Lear tuona contro Miley Cyrus: l’accusa di plagio

Dal post sarcastico all’ipotesi di risarcimento: Amanda Lear contesta le analogie tra il suo brano del 1978 e la nuova traccia inclusa nell’album Bass Persuades

Amanda Lear ph IG

Amanda Lear ph IG

Una disputa musicale che unisce quasi cinquant’anni di storia della musica pop e disco vede protagoniste la cantante francese Amanda Lear e l’artista americana Miley Cyrus. A sollevare la questione è stata la stessa interprete europea, rilevando evidenti punti di contatto tra il brano Redlights, contenuto nel nuovo disco di Miley Cyrus intitolato Bass Persuades e uscito il 18 settembre, e la traccia The Sphinx, incisa da Amanda Lear nel 1978. A segnalare per primo la vicenda è stato il giornalista Anthony Festa attraverso la piattaforma Biccy, diffondendo il messaggio social indirizzato direttamente alla cantante d’oltreoceano. Con un registro apparentemente ironico ma dal peso inequivocabile, Amanda Lear ha scritto: «Grazie, Miley, per aver copiato la mia canzone The Sphinx. Ne sono lusingata». La presa di posizione è stata inoltre rimarcata da hashtag espliciti incentrati sul tema del plagio e dall’accusa rivolta a Miley Cyrus di comportarsi come una “scimmiottatrice”.

Il confronto sonoro tra Redlights e The Sphinx

Il cuore del contrasto si focalizza sull’ascolto comparato delle due opere. The Sphinx affonda le sue radici nella stagione disco di Amanda Lear ed è stata pubblicata all’interno dell’album Never Trust a Pretty Face del 1978, affermandosi come una delle creazioni più note della sua discografia. Dal canto suo, Redlights riflette un’estetica rétro tipica degli anni settanta e ottanta, muovendosi tra pop e disco. Pur non trattandosi di due pezzi identici o sovrapponibili, svariati ascoltatori hanno riscontrato affinità ritmiche e passaggi melodici affini, riaccendendo il dibattito sul confine che separa la semplice ispirazione dall’appropriazione. Riguardo al proprio brano, Miley Cyrus lo ha descritto come uno dei pezzi che predilige tra i suoi lavori più recenti, parlando di un punto d’incontro tra accenti malinconici ed euforia, senza tuttavia citare Amanda Lear tra le fonti d’ispirazione. Fino a questo momento, la popstar statunitense non ha rilasciato alcuna replica ufficiale.

L’ipotesi delle vie legali e la reazione del pubblico

Amanda Lear non sembra intenzionata ad archiviare l’accaduto come una mera casualità. Secondo quanto diffuso dalla stampa francese, la cantante ha chiarito che, di fronte a una somiglianza giudicata sostanziale, si prospettano due possibili sviluppi: la stipula di un accordo bonario oppure il ricorso formale alle vie legali. Sui canali social la discussione ha generato pareri discordanti, dividendo gli utenti tra quanti ritengono palese il richiamo a The Sphinx e chi invece invita a non confondere un’eco stilistica con un vero e proprio illecito. La vicenda riporta così al centro dell’attenzione globale una composizione nata quasi mezzo secolo fa, affiancata alla notorietà di una figura di primo piano della musica contemporanea. Resta ora da capire se la provocazione calibrata da Amanda Lear rimarrà circoscritta a Instagram o se la disputa si sposterà effettivamente nelle sedi giudiziarie.

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