
Il Commissario Buonvino: segreti e delitti a Villa Borghese
Il Commissario Buonvino: segreti e delitti a Villa Borghese
Un funzionario dimenticato torna in prima linea per risolvere un caso che intreccia potere, solitudine e segreti taciuti
A partire dal 7 maggio 2026, il pubblico di Rai 1 potrà scoprire un nuovo volto del crime italiano con Giorgio Marchesi, interprete principale della fiction “Buonvino – Misteri a Villa Borghese”. La serie, nata dalla collaborazione tra Palomar e Rai Fiction, trae ispirazione dai romanzi scritti da Walter Veltroni e si svolge nell’affascinante cornice di Villa Borghese a Roma. Il protagonista è Giovanni Buonvino, un commissario che, dopo un lungo periodo trascorso in ufficio, riceve l’incarico di dirigere un presidio proprio nel celebre parco romano. Nonostante la quiete apparente del luogo, un delitto improvviso sconvolge la serenità dell’area, dando il via a indagini complesse che esploreranno i segreti più profondi della Capitale.
Un cast d’eccezione e la regia di Milena Cocozza
Accanto a Giorgio Marchesi recita un gruppo di attori di talento composto da Serena Iansiti, Francesco Colella, Matteo Olivetti e Daniela Scattolin. La direzione della serie è affidata a Milena Cocozza, regista esperta nel genere poliziesco, che ha saputo unire l’azione alla riflessione sulle solitudini metropolitane. Le scene sono state girate tra i viali monumentali di Villa Borghese e zone più periferiche come Centocelle, integrando nella trama anche l’uso delle tecnologie digitali e delle tracce virtuali. La produzione, curata da Carlo Degli Esposti, Nicola Serra e Marco Grifoni per Palomar, ha beneficiato della costante presenza di Walter Veltroni sul set, garantendo una narrazione coerente con l’opera letteraria originale.
Programmazione e prospettive future della fiction
La prima stagione dell’opera si articola in quattro episodi, programmati per le serate del 7 e 14 maggio. Attraverso lo sguardo di Giovanni Buonvino, la fiction racconta una Roma sospesa tra la sua eredità storica e le sfide della modernità, dove il crimine diventa una lente per analizzare le dinamiche sociali contemporanee. Sebbene questa tranche iniziale sia breve, la ricchezza del materiale narrativo apre la strada a possibili sviluppi futuri. “Il Commissario Buonvino” si presenta come un giallo raffinato che invita gli spettatori a prestare attenzione a ciò che si nasconde dietro la bellezza dei parchi cittadini, rivelando verità inaspettate pronte a venire alla luce nei momenti meno prevedibili.



