“Codice di libertà”: la presentazione alla Camera dei deputati

“Codice di libertà”: la presentazione alla Camera dei deputati

“Codice di libertà”: la presentazione alla Camera dei deputati

Magistrati, deputati e giornalisti riflettono sul divario tra diritti riconosciuti sulla carta e realtà quotidiana

Micaela Ottomano presentazione Codice di libertà ph press

Micaela Ottomano presentazione Codice di libertà ph press

Nella prestigiosa Sala Tatarella della Camera dei deputati, a Roma, si è tenuto un importante confronto focalizzato sul tema dell’uguaglianza sostanziale, scaturito dalla presentazione del saggio “Codice di libertà” scritto dall’avvocata Micaela Ottomano e pubblicato da Graus Edizioni. L’incontro ha preso il via dalla necessità di superare il semplice riconoscimento formale delle norme, ancora ostacolato in uffici e aule giudiziarie da vecchie abitudini. La discussione, incentrata sulle sfide aperte in merito all’affermazione professionale femminile e al contrasto verso la violenza sulle donne, è stata coordinata da Concita Borrelli, avvocata, giornalista e conduttrice Rai. Al tavolo dei relatori hanno preso parte Andrea Delmastro, già sottosegretario alla Giustizia, Antonio Rapisarda, direttore del Secolo d’Italia e autore della prefazione del testo, il deputato Michele Schiano di Visconti e Anna Gallucci, sostituto procuratore della Repubblica di Pesaro.

Micaela Ottomano presentazione Codice di libertà ph press

Micaela Ottomano presentazione Codice di libertà ph press

Le disparità nel mondo del lavoro e il peso degli stereotipi

Durante il dibattito è stata tracciata un’analisi cruda delle disuguaglianze che caratterizzano l’ambito lavorativo odierno, dove alle donne viene costantemente preteso un surplus di competenze e dedizione per ottenere il medesimo apprezzamento accordato ai colleghi uomini. Questo fenomeno si riflette in modo emblematico in un’abitudine linguistica richiamata negli interventi: la tendenza a sostituire la qualifica formale di avvocato con un generico “signorina”, un uso del linguaggio che testimonia pregiudizi radicati. La riflessione dei partecipanti si è quindi estesa alla drammatica piaga dei femminicidi e alla necessità di abbattere gli stereotipi di genere, considerati il terreno culturale su cui proliferano le prevaricazioni.

I due binari per il cambiamento e il valore della cultura

Per contrastare efficacemente queste criticità, i relatori hanno evidenziato la necessità di procedere lungo due strade complementari: da una parte la protezione rigorosa dei diritti attraverso interventi normativi, dall’altra un profondo impegno sul piano dell’istruzione rivolto alle giovani generazioni. La riunione si è conclusa con una visione condivisa: il progresso delle leggi rappresenta soltanto un “guscio vuoto” se non viene accompagnato da un reale salto culturale, indispensabile per assicurare le medesime opportunità e valorizzare senza condizionamenti le capacità e l’ingegno delle donne.

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