
Colpo da 6,3 miliardi su Binance: il furto più grande di sempre
Colpo da 6,3 miliardi su Binance: il furto più grande di sempre
Una mega incursione informatica scuote Binance e l’intero settore delle valute digitali, scatenando reazioni a catena e indagini internazionali
Il settore delle valute digitali ha vissuto un momento drammatico a causa di un’imponente offensiva informatica scagliata contro Binance, colosso globale del comparto. Nel corso di un’azione coordinata durata appena 20 minuti, i cybercriminali sono riusciti ad appropriarsi della cifra record di 6,3 miliardi di dollari. Le prime risultanze investigative indicano la responsabilità di collettivi hacker legati alla Corea del Nord e al regime guidato da Kim Jong Un. Per consentire gli opportuni accertamenti e mettere in sicurezza le infrastrutture, il portale ha deciso di disattivare momentaneamente le opzioni di depositi e prelievi. La piattaforma ha comunque tranquillizzato i propri utenti, assicurando che le perdite saranno coperte integralmente attingendo a fondi societari, garantendo così l’incolumità dei patrimoni dei clienti. Parallelamente, una sinergia tra varie entità del settore ha permesso di bloccare circa 3 miliardi di dollari per ostacolare l’uso del maltolto. Nello specifico, Paolo Ardoino, amministratore delegato di Tether, ha reso noto di aver bloccato oltre 1,5 miliardi di dollari in stablecoin, mentre l’azienda Circle ne ha congelati altri 800 milioni. Attualmente, la quota di fondi ancora controllata dai pirati informatici si attesta sui 3,3 miliardi di dollari.
Le ipotesi sulle modalità dell’intrusione e i sospetti su TraderTraitor
Sulle precise dinamiche con cui è stato sferrato l’attacco non vi è ancora una ricostruzione certa. In base alle analisi preliminari, l’incursione potrebbe essere partita dalla violazione del computer portatile di un ingegnere DevOps, breccia che avrebbe consentito il passaggio ai sistemi interni e il via libera a operazioni prive di autorizzazione. Tuttavia, il coamministratore delegato Richard Teng ha raccomandato cautela, evidenziando che l’evento presenta fattori ben più complessi rispetto a un banale furto di credenziali. Diverse società specializzate nella tracciabilità delle transazioni su blockchain, tra cui TRM Labs e Chainalysis, stanno vagliando gli elementi lasciati dagli autori dell’illecito. Le evidenze riscontrate mostrerebbero affinità con le modalità operative di TraderTraitor, un gruppo hacker nordcoreano noto per prendere di mira le piattaforme di criptovalute allo scopo di reperire risorse finanziarie per Pyongyang. Anche Donald Trump ha confermato che da parte di Washington sono in corso approfondimenti sulla pista nordcoreana.
Flessione del Bitcoin e le tensioni social tra Elon Musk e Changpeng Zhao
L’accaduto ha generato contraccolpi immediati sui mercati, dove il Bitcoin ha subito un calo superiore al 4% spinto dall’incertezza generale. A complicare il quadro si è aggiunto uno scambio di battute sulla piattaforma X tra Elon Musk e Changpeng Zhao, fondatore di Binance. Di fronte ad alcune osservazioni sarcastiche dell’imprenditore, Zhao ha replicato sollecitandolo pubblicamente con l’esortazione a evitare provocazioni in un momento tanto delicato. Questo evento travalica l’ingente entità economica del bottino: il fatto che una delle realtà più imponenti a livello mondiale sia stata colpita solleva interrogativi che vanno oltre il danno finanziario, toccando direttamente la fiducia di milioni di utenti in un ecosistema che fa della protezione digitale il proprio pilastro fondante.



