Grammy 2026, l’evoluzione dello stile sul red carpet

Grammy 2026, l’evoluzione dello stile sul red carpet

Tra piume architettoniche e trasparenze estreme, la sfilata dei big della musica mondiale nasconde dettagli che nessuno si aspettava

Grammy 2026 PH IG

Grammy 2026 PH IG

L’edizione dei Grammy 2026 ha celebrato la fusione tra musica e alta moda in una notte indimenticabile. Ogni celebrità ha presentato un Grammy 2026 look unico, trasformando la Crypto.com Arena in una galleria d’arte vivente. La giovane Chappell Roan ha rubato la scena indossando un Mugler che lasciava pochissimo all’immaginazione, decorando il corpo con gioielli cutanei e arte henné.

Provocazioni e stili audaci sul tappeto rosso

La celebre Heidi Klum ha sfilato con un abito in lattice che rifletteva ogni luce della sala, scatenando reazioni contrastanti tra il pubblico. Lady Gaga ha invece optato per un’estetica cupa e drammatica firmata Matières Fécales, richiamando le piume e le forme care al leggendario Alexander McQueen. Più tardi, la popstar ha sfoggiato una seconda creazione altrettanto d’impatto in tinte cremisi.

Eleganza raffinata e messaggi sociali

Sabrina Carpenter ha preferito un’immagine sognante, avvolta in un Valentino floreale curato da Alessandro Michele. Anche Bad Bunny ha colpito per la sua eleganza non convenzionale, indossando uno smoking di Schiaparelli con dettagli geometrici unici. La coppia formata da Justin Bieber e Hailey Bieber ha mostrato una perfetta sintonia stilistica, indossando capi di Balenciaga e Alaïa impreziositi da accessori dal significato politico.

Il glam che non passa inosservato

Miley Cyrus ha portato un’energia elettrizzante con una giacca Céline d’ispirazione rock, mentre Billie Eilish ha decostruito i canoni classici con un look firmato Hodakova. Notevoli anche le apparizioni di Tyla, in un prezioso abito Dsquared2, e di Rosé, che ha rappresentato lo stile chic di Giambattista Valli. La sfilata si è conclusa con il fascino di Teyana Taylor, impeccabile in una creazione scintillante di Tom Ford.

A cura della redazione

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