
La moda inaugura il Festival prima della musica
Sanremo 2026, il Green Carpet accende la sfida
Il Green Carpet di Festival di Sanremo 2026 apre ufficialmente la settimana più attesa dello spettacolo italiano e trasforma le vie di Sanremo in una passerella sospesa tra sogno e provocazione. Prima ancora che le luci del Teatro Ariston illuminino il palco, la città ligure respira glamour e attesa. I trenta Big percorrono il tappeto verde tra flash e applausi, costruendo un racconto visivo che già definisce equilibri, personalità e ambizioni di questa 76ª edizione.
Cappotti scenografici, trench in pelle, eco-pellicce e dettagli couture animano un dialogo silenzioso tra identità artistica e stile. Ogni scelta parla, ogni accessorio sottolinea un’intenzione. La moda detta il ritmo, la musica attende il suo turno.
Regine di stile tra couture e audacia
Elettra Lamborghini incanta con un abito nero strapless dal bustier scolpito, abbinato a una giacca corta in pelo. I capelli raccolti e il collier brillante esaltano una visione glamour che promette scintille anche sul palco.
Ditonellapiaga osa con un bicolor sorprendente: giacca effetto plumage, décolleté spaiate, fiocchi romantici tra i capelli e collant a micro pois. Il make-up grafico rafforza un’immagine audace e teatrale.
Patty Pravo riafferma la sua aura iconica con un soprabito nero attraversato da fiamme rosse ispirate alla Fenice e un cappello con veletta che evoca mistero e memoria.
Levante sceglie linee essenziali e accende il minimalismo con collant lilla e dolcevita scuro.
Mara Sattei porta un twist british con un tailleur oversize firmato Vivienne Westwood e una sciarpa tartan XXL che conquista l’obiettivo dei fotografi.
Arisa, in Dries Van Noten, abbina una gonna midi effetto pelo a scarpe lucide e costruisce un’eleganza contemporanea.
Sul fronte urban, Luchè e Nayt scelgono tonalità scure, stratificazioni e dettagli preziosi che parlano il linguaggio della strada con raffinatezza.
Eleganza maschile tra sartoria e street mood
Francesco Renga e Fedez puntano su capispalla in pelle e casual chic calibrato.
Michele Bravi e Tommaso Paradiso scelgono completi sartoriali con cappotti eleganti che slanciano la figura.
Fulminacci interpreta il gentleman d’altri tempi con cardigan e maxi cappotto.
Ermal Meta, in Trussardi, gioca con stratificazioni e palette calde.
Sayf abbina eco-fur firmata Roberto Cavalli a gioielli Tiffany & Co. e conquista la scena.
J-Ax mescola country glam e pelliccia lucida con spirito ironico.
Spille, collier e contrasti cromatici trasformano ogni soprabito in una dichiarazione di stile. Il Green Carpet conferma così il suo ruolo di primo banco di prova mediatico: qui la musica tace, ma gli abiti raccontano sogni, strategie e visioni. Tra freddo pungente e lampi di luce, la passerella rende omaggio alla creatività italiana e internazionale e ricorda che al Festival non conta solo la canzone, ma anche l’eleganza con cui ogni artista sceglie di affrontare il palco e il mondo. Quando la notte chiude il sipario sul tappeto verde, Sanremo custodisce già i primi applausi: la moda ha assegnato le sue pagelle, ora la musica prepara la replica.



