«Libera di guarire» arriva a Venezia: il racconto di Giordana Proto

Il libro della dottoressa Giordana Proto, «Libera di guarire», arriva alla Mostra del Cinema di Venezia. L’autrice racconta un percorso personale tra malattia, fragilità e ricostruzione interiore.

Foto
Foto

Libera di guarire, il libro della dottoressa Giordana Proto, approda alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia con un racconto personale che intende parlare anche a chi affronta malattie croniche, fragilità e percorsi di ricostruzione. Un passaggio dal valore simbolico, in una delle cornici culturali più riconoscibili d’Italia, per un progetto nato dall’esperienza diretta dell’autrice.

Nel volume Proto ripercorre una fase complessa della propria vita, segnata, come racconta, dalla convivenza con patologie croniche e recidivanti. Il nucleo del libro è racchiuso già nel titolo: la guarigione viene descritta non soltanto come una dimensione fisica, ma come una ricerca di libertà mentale, interiore e personale.

Il significato del libro

«Libera di guarire è la storia di come sono diventata libera dalle mie patologie croniche e recidivanti», spiega Giordana Proto. Per l’autrice, la parola “libera” richiama l’uscita da quella condizione di limitazione che la malattia può imporre nella quotidianità, nelle relazioni e nella percezione di sé.

Il libro si propone così come una testimonianza: un invito a non ridurre l’esperienza della sofferenza alla sola diagnosi, ma a considerare anche il lavoro interiore che può accompagnare ogni percorso di cura. Proto parla di processi di ricostruzione personale e della necessità di trovare riferimenti affidabili per chi si sente disorientato.

«Nasce per raccontare che possiamo essere tutti liberi di guarire», aggiunge. Una frase che riassume l’intenzione del progetto, rivolto a chi cerca una prospettiva possibile oltre le difficoltà, senza negare il peso delle esperienze attraversate.

Foto
Foto

Venezia e il sogno di una ragazzina

L’arrivo a Venezia assume per Giordana Proto un significato che va oltre la presentazione del libro. L’autrice collega questo momento ai ricordi dell’adolescenza e a una ragazza che, nei giorni più duri, immaginava per sé un futuro differente.

Nel suo racconto trovano spazio il disagio legato al corpo, il sovrappeso, episodi di bullismo e ferite personali che Proto riferisce di avere subito. Esperienze intime, affrontate nel libro come parte di un cammino che l’ha condotta a ridefinire la propria storia e il proprio rapporto con la libertà.

«Venezia rappresenta un po’ il sogno», osserva l’autrice. «È anche il sogno di quella ragazzina che, quando stava male, pensava sempre di poter essere libera e di poter fare delle cose». Il red carpet veneziano diventa quindi il punto d’arrivo di un percorso, ma anche l’immagine di una possibilità che in passato sembrava lontana.

Un messaggio per chi cerca una guida

Oggi Proto racconta di impegnarsi nel sostegno a persone che hanno bisogno di orientamento. Al centro della sua attività, spiega, c’è il desiderio di offrire una guida a chi affronta situazioni complesse e non sa da dove iniziare per individuare il percorso più adatto alle proprie esigenze.

Con Libera di guarire, l’autrice porta a Venezia una narrazione di vulnerabilità e riscatto. Il messaggio è affidato a una storia individuale, ma aspira a una dimensione più ampia: riconoscere le proprie fragilità, chiedere aiuto e coltivare la possibilità di ricostruirsi, passo dopo passo.

CATEGORIE
Condividi

COMMENTI