
Dal red carpet ai premi: i protagonisti dei Golden Globe
Hollywood apre la stagione dei premi con energia e visione
Hollywood inaugura la stagione dei riconoscimenti sotto il cielo brillante di Los Angeles e mostra un’industria creativa in pieno movimento, capace di rinnovarsi senza rinnegare il proprio passato. L’83ª edizione dei Golden Globes accende i riflettori su nuovi equilibri artistici e su volti celebri che continuano a guidare il racconto globale dell’intrattenimento. Tra eleganza, ritmo serrato e parole misurate, la serata costruisce un racconto collettivo fatto di ambizione, talento e spettacolo puro.
Il grande cinema conquista il centro della scena
Il cinema trova i suoi alfieri in Una battaglia dopo l’altra e Adolescence, opere che raccolgono quattro premi ciascuna e definiscono l’identità di quest’annata. Hamnet di Chloé Zhao domina la categoria drammatica e convince grazie alla prova intensa di Jessie Buckley, che guida il pubblico dentro un’emozione profonda e vibrante. Il panorama internazionale si afferma con forza grazie a L’agente segreto di Kleber Mendonça Filho, che ottiene il Golden Globe come miglior film internazionale e consacra Wagner Moura come miglior attore protagonista, grazie a una presenza scenica potente e controllata.
Commedia, carisma e interpreti amatissimi
Il tono brillante di Una battaglia dopo l’altra entusiasma la platea e porta Paul Thomas Anderson al successo per regia e sceneggiatura, mentre Teyana Taylor conquista il premio come miglior attrice non protagonista. Il glamour cresce con Timothée Chalamet, che vince come miglior attore per Marty Supreme, e con Rose Byrne, celebrata per If I Had Legs I’d Kick You. Nei ruoli di supporto, Stellan Skarsgård spicca per Sentimental Value e rafforza il valore del cast con una prova elegante e incisiva.
Musica, animazione e televisione guidano l’entusiasmo
La musica segna la serata grazie a Ludwig Göransson, che ottiene il riconoscimento per la miglior colonna sonora con I peccatori, titolo che conquista anche il premio per i migliori incassi. L’animazione sorride con KPop Demon Hunters, vincitore anche per la miglior canzone originale con Golden. Sul fronte televisivo, The Pitt domina tra i drama e premia Noah Wyle e Rhea Seehorn, mentre The Studio conquista la categoria comedy con Seth Rogen e con la conferma di Jean Smart per Hacks. Adolescence trionfa come miglior miniserie e valorizza Stephen Graham, la giovane rivelazione Owen Cooper ed Erin Doherty, mentre Michelle Williams vince come miglior attrice per Dying for Sex. La serata celebra anche la comicità di Ricky Gervais con Mortality e il mondo dei podcast grazie a Good Hang with Amy Poehler.
Tra applausi scroscianti, abiti iconici e discorsi calibrati, i Golden Globes raccontano una Hollywood che evolve, sperimenta e affascina. La corsa agli Oscar prende ufficialmente slancio, e lo spettacolo torna a dominare la notte.
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