Casadei Sonora invita i giovani artisti a mostrare la propria voce

Casadei Sonora invita i giovani artisti a mostrare la propria voce

Casadei Sonora invita i giovani artisti a mostrare la propria voce

La memoria del maestro Secondo Casadei diventa un trampolino per accogliere sonorità e linguaggi contemporanei

Casadei Sonora edizioni musicali ph web

Casadei Sonora edizioni musicali ph web

Riccarda Casadei ph press

Riccarda Casadei ph press

Un legame profondo connette la storia della musica da ballo italiana alle aspirazioni delle nuove generazioni. A tenderlo con passione instancabile è Riccarda Casadei, figlia del maestro Secondo Casadei e custode di un catalogo che appartiene alla memoria collettiva del nostro Paese. Dalla storica sede di via della Pace 28 a Savignano sul Rubicone, quartier generale delle edizioni musicali Casadei Sonora e dello spazio museale intitolato al padre, parte un invito diretto a cantautori, interpreti, musicisti e band emergenti: incontrarsi, confrontarsi e costruire progetti concreti.

Un ponte tra la tradizione della Romagna e i giovani talenti

L’obiettivo dichiarato non è celebrare la nostalgia, ma trasformare la tradizione in un trampolino di lancio per il futuro. Come sottolinea la stessa Riccarda Casadei: «I giovani sono il nostro futuro e la mia grande passione. Tramandare la musica significa anche ascoltare quello che hanno da dire, dare spazio alle loro idee e aiutarli a trovare una strada». Un approccio dinamico che ridefinisce il senso stesso di conservazione culturale: «Quando si pensa a un museo, spesso si immagina qualcosa di fermo, rivolto al passato. Per noi la memoria è una risorsa da usare: custodire ciò che mio padre ha creato significa permettere che continui a generare idee, incontri e opportunità. Il passato diventa davvero prezioso quando aiuta qualcuno a costruire il proprio futuro».

Apertura totale a stili e contaminazioni sonore

L’iniziativa non pone steccati di stile né impone l’obbligo di cimentarsi con la filologia del liscio o con le sonorità folkloristiche tradizionali. La casa editrice offre una totale disponibilità verso contaminazioni, linguaggi contemporanei e visioni inedite: «Non occorre presentarsi con un progetto di liscio. Ci interessano la personalità, la curiosità, la voglia di cercare una propria voce. Anche chi sente di avere qualcosa da esprimere e non sa da dove cominciare può venire a parlarne con noi». Questa filosofia si traduce da tempo in azioni concrete sul territorio e nell’industria musicale, dai laboratori scolastici Folk-Dance al format audiovisivo Secondo Tempo, passando per il palco del Festival Birichina e i raduni di Balé Burdèli. Un dialogo generazionale testimoniato anche da sinergie recenti: dalle riletture della cantautrice Denise Battaglia alle sfumature blues del Complesso Vince e I Ruvidi, fino ai ritmi clubbing dei remix firmati da Dj Manny.

Supporto professionale, etica e valorizzazione del talento

Al centro della proposta vi è un patto chiaro tra chi detiene il know-how e chi si affaccia per la prima volta al settore musicale. Le competenze editoriali, la fitta rete di contatti, i canali di promozione e la consulenza professionale vengono messi a disposizione per guidare le idee senza snaturarle: «Vogliamo mettere a disposizione esperienza, consigli, contatti e canali di comunicazione, costruendo collaborazioni intorno alle idee. Chi comincia ha bisogno di interlocutori seri, capaci di ascoltare e spiegare con chiarezza quali possibilità esistono. Il talento merita rispetto: accompagnarlo richiede responsabilità, senza approfittare delle aspirazioni dei ragazzi». L’appello si chiude con una chiamata all’azione rivolta a chiunque abbia musica nel cassetto e voglia renderla viva: «Portateci una canzone, un’intuizione, un progetto. La nostra storia può essere un punto da cui partire per scriverne una vostra».

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