Da Roma con furore: chi è davvero Valter Pigliucci?

Da Roma con furore: chi è davvero Valter Pigliucci?

Da Roma con furore: chi è davvero Valter Pigliucci?

Dal pianobar romano ai palcoscenici televisivi: la storia di Valter Pigliucci, cantautore e manager dello spettacolo che ha saputo reinventarsi senza mai perdere la sua autenticità

valter pigliucci 5

Valter Pigliucci è un artista poliedrico che attraversa musica, televisione e management con naturalezza e visione. Cantautore, performer e professionista dello spettacolo, ha vissuto in prima linea l’evoluzione della scena artistica italiana: dai pianobar della Roma degli anni ’90 fino alle più recenti esperienze televisive e organizzative. Oggi, nel ruolo di Executive Manager, continua a valorizzare talenti e progetti, portando con sé un bagaglio fatto di esperienza, passione e profonda conoscenza del settore.

Come nasce il tuo percorso artistico tra musica e spettacolo?

«Il mio percorso nasce dalla musica, che è sempre stata la mia prima forma di espressione. Negli anni ’90 ho avuto la fortuna di esibirmi nei pianobar della “dolce vita” romana: un ambiente vivo, fatto di contatto diretto con il pubblico, dove ho imparato davvero il mestiere. Da lì si è sviluppato tutto il resto: la scrittura, la televisione e, successivamente, anche l’organizzazione artistica. È stato un percorso naturale, costruito passo dopo passo e sempre guidato dalla passione».

valter pigliucci 5Che esperienza è stata collaborare con il gruppo Vernice e lavorare a un progetto prodotto da Claudio Cecchetto?

«Collaborare con i Vernice è stata un’esperienza significativa, anche perché legata a Claudio Cecchetto, figura storica dello spettacolo italiano. Scrivere il testo di “Sud” mi ha permesso di confrontarmi con un contesto professionale di alto livello e di comprendere quanto sia fondamentale comunicare emozioni in modo diretto ed efficace. È stata una tappa importante nella mia crescita come autore».

Cosa rappresenta per te “Anime in viaggio” nel tuo percorso da cantautore?

«“Anime in viaggio” è un brano molto personale, che racchiude il mio modo di vedere la vita e le relazioni. Parla di percorsi, cambiamenti e incontri: temi universali in cui molti possono riconoscersi. Il mio percorso da cantautore è sempre stato legato all’autenticità: non ho mai inseguito le mode, ma ho cercato di raccontare emozioni vere, vissute. Oggi, grazie alle piattaforme digitali, queste canzoni possono raggiungere un pubblico più ampio, ed è un grande valore».

Quanto è stato importante il contatto diretto con il pubblico nei pianobar romani?

«Fondamentale. Il pianobar è una palestra straordinaria perché ti mette davanti a un pubblico reale, senza filtri. Devi saper leggere la sala, percepire le emozioni e adattarti in tempo reale. Non impari solo a cantare, ma a comunicare. È un’esperienza che ti forma profondamente e che porto ancora oggi in ogni progetto».

Qual è stato il tuo ruolo al Teatro Testaccio e cosa ti ha lasciato quell’esperienza?

«Essere Responsabile Organizzativo del Teatro Testaccio, accanto a Marco Falaguasta, è stato un passaggio molto formativo. Ho imparato a gestire produzioni teatrali, coordinare artisti e comprendere tutte le dinamiche che stanno dietro uno spettacolo. Il teatro ti insegna disciplina, rispetto dei tempi e lavoro di squadra. È un mondo complesso, ma estremamente affascinante».

Com’è stato il passaggio alla televisione?

«La televisione ha un linguaggio completamente diverso rispetto al live o al teatro. Partecipare a programmi come “BellaMà”, “Viva il Videobox” con Fiorello e “La porta magica” è stato stimolante: richiede spontaneità, ma anche grande precisione. È un’esperienza che arricchisce molto, sia dal punto di vista umano che professionale».

Oggi sei Executive Manager: cosa significa lavorare nel management artistico?

«Essere Executive Manager alla Mino Cigna Entertainment significa mettere la mia esperienza al servizio degli altri. Mi occupo di management, booking, produzione di eventi e talent scouting. È un ruolo di grande responsabilità, perché lavori con i sogni e le ambizioni delle persone. Il mio obiettivo è accompagnare gli artisti in un percorso concreto, aiutandoli a crescere e a trovare una propria identità».

Quanto è cambiato il mondo dello spettacolo rispetto ai tuoi inizi?

valter pigliucci 5«È cambiato profondamente. Un tempo i percorsi erano più lineari, oggi tutto è più veloce e digitale. Le piattaforme hanno aperto nuove opportunità, ma anche aumentato la competizione. Oggi serve versatilità, capacità di promuoversi e una visione chiara. Tuttavia, una cosa resta invariata: il valore dell’autenticità e della preparazione».

Qual è il filo conduttore che unisce tutte le tue esperienze?

«La passione per lo spettacolo in tutte le sue forme. Che si tratti di musica, teatro o televisione, ciò che mi interessa è comunicare emozioni e creare connessioni. Ogni esperienza ha contribuito a costruire il mio percorso e continua a farlo ancora oggi».

 

Con uno sguardo lucido e una visione costruita sul campo, Valter Pigliucci rappresenta un punto di incontro tra esperienza artistica e competenza manageriale, continuando a dare valore allo spettacolo attraverso le persone, le idee e le emozioni.

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