Fernando Proce si racconta tra successi passati e nuovi progetti

Fernando Proce si racconta tra successi passati e nuovi progetti

Il leggendario conduttore radiofonico Fernando Proce festeggia un compleanno indimenticabile a Milano tra colpi di scena e rivelazioni sulla sua incredibile carriera

Compleanno Fernando Proce PH Sergio Sepiello

Compleanno Fernando Proce PH Sergio Sepiello

Altro che semplice gala: per i 60 anni di Fernando Proce è andata in scena una grande celebrazione che, come raccontato da Novella 2000, è durata addirittura tre giorni. Al 55 di via Piero della Francesca a Milano, locale di tendenza che spesso ospita grandi eventi, Proce ha riunito oltre 200 invitati a cena, ai quali si sono aggiunti via via altri amici e colleghi del mondo radiofonico.

A rendere ancora più forte l’emozione sono state le sue figlie, che durante la serata gli hanno fatto leggere parole commoventi, e uno show dal vivo lungo circa cinque ore, con la partecipazione di Cristina D’Avena e del sassofonista Piero Billeri, definito da Proce il suo braccio destro musicale. In apertura, l’ingresso scenografico del conduttore su un vero palco, dentro una bara, a simboleggiare con ironia il suo “rifiuto” dei 60 anni, ha strappato risate e applausi agli ospiti.

“Eterni Peter Pan” e una vita in radio

Nel colloquio con Novella 2000, Proce scherza sull’età ma non nasconde la consapevolezza del traguardo: «Eh no, a un certo punto devo farlo. La celebrazione di questo evento è stata molto ironica, ma d’altronde siamo degli eterni Peter Pan, non ci accorgiamo che il tempo passa velocemente». Il bilancio di questi 60 anni, per lui, è inevitabilmente legato alla radio, che definisce come un film ancora in corso.

La sua è una vita interamente dedicata all’etere: «Sono entrato a 10 anni, in un programma per bambini, e ci sono rimasto per 50. Ho cantato, scritto, fatto di tutto. Nonostante tutto, non è cambiato nulla, c’è ancora lo stesso entusiasmo». In questo sguardo al passato c’è il racconto di una radio privata vissuta fin dagli esordi, quando bisognava persino cercare valvole e antenne per far funzionare i trasmettitori, un mondo artigianale e lontano dall’era delle piattaforme digitali.

Un film ispirato alla sua storia

Tra i progetti che Proce ha svelato a Novella 2000 c’è anche un film che affonda le radici nella sua esperienza personale. «Ci stiamo lavorando da un paio d’anni. Siamo alla fase del cast e stiamo completando la sceneggiatura. È un film ispirato alla mia storia», spiega, anticipando che l’uscita è prevista entro il prossimo anno.

La trama, come racconta nell’intervista, è ambientata nel Sud Italia e ruota attorno a un bambino che viene “rapito” dalla radio, mentre genitori e persone vicine cercano di allontanarlo da quel mondo che non comprendono. «Un sogno spezzato che provoca dolore e sofferenza», dice Proce, lasciando intendere che il film non sarà solo un omaggio alla radio, ma anche un racconto di passione ostacolata e di resilienza.

La radio oggi e i consigli ai giovani

Nonostante venga considerato da molti addetti ai lavori il dj più amato d’Italia, Proce continua a definirsi «solo un umile addetto ai lavori»«Ho questa particolarità rispetto agli altri: sono il più giovane dei vecchi, come Linus e Marco Galli, decani della radio. Non sono influente, la radio è l’unico elemento che mi tiene vivo», afferma nell’intervista a Novella 2000, sottolineando il suo legame quasi fisico con questo mezzo.

Nel suo sguardo sull’oggi, Proce riconosce che podcast, YouTube e Spotify hanno cambiato il modo di fruire i contenuti audio, ma rivendica la specificità del suo mondo: «Oggi i contenuti radiofonici vengono confusi con i podcast. Per fare radio, ci vuole una preparazione musicale e saper trasmettere passione ai propri ascoltatori. Ma soprattutto, il conduttore radiofonico deve essere un amico. Una persona di cui ti fidi». La radio, per lui, resta una palestra di professionalità e comunicazione, un’arte che richiede competenze, energia e quella dose di dono naturale che non si improvvisa.

 

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