
Tra vip e campioni: l’esclusiva notte della tedofora Claudia Peroni
Quando lo sport diventa racconto collettivo: la notte olimpica della Tedofora Claudia Peroni a Milano
Ridurre tutto a una semplice festa esclusiva sarebbe, per usare le parole già emerse nel racconto pubblicato su Novella 2000, “semplicistico”. Quella andata in scena a Milano, infatti, è stata molto più di una serata glamour nel cuore della città. È stata la celebrazione concreta dei valori olimpici, della memoria sportiva e dell’orgoglio nazionale che accompagnano il percorso verso Milano Cortina 2026.
Protagonista assoluta della scena è stata Claudia Peroni, volto storico del giornalismo sportivo e leggenda del motorsport, ma soprattutto Tedofora ufficiale dei Giochi. Un ruolo che non ha nulla di puramente simbolico o cerimoniale. Essere Tedofora significa incarnare il passaggio della Fiamma Olimpica, rappresentare un ponte tra città, generazioni ed edizioni diverse delle Olimpiadi.
Non è un caso, infatti, che Claudia Peroni abbia già ricoperto questo ruolo durante le Olimpiadi Invernali di Torino 2006. Vent’anni dopo, la sua presenza nel medesimo incarico assume un valore narrativo fortissimo: continuità, coerenza, appartenenza autentica ai principi di sacrificio, passione e condivisione. Un filo rosso che unisce Torino 2006 a Milano Cortina 2026, trasformando la sua figura in un simbolo vivente della storia olimpica italiana.
La missione olimpica nel cuore di Milano
La cornice scelta per l’evento non poteva essere più evocativa: il JustMe Milano, a pochi passi dal Castello Sforzesco, uno dei luoghi più iconici della città. Lo scorso 12 febbraio, in uno scenario elegante ma vibrante, si è respirata un’atmosfera dal respiro internazionale.
Milano non è più soltanto una capitale della moda e del business. È già pienamente immersa nel clima delle Olimpiadi Invernali. L’energia che si percepiva durante la serata era la stessa che si avverte nei grandi momenti di preparazione a un evento globale.
L’appuntamento, organizzato in forma privata ed esclusiva da Claudia Peroni, non è stato un semplice ritrovo mondano. È stato un crocevia tra sport, televisione, imprenditoria, cultura e intrattenimento. Un punto d’incontro trasversale dove mondi solitamente distanti si sono trovati a dialogare con sorprendente naturalezza.
Come sottolineato nel racconto originario, “non c’era formalismo rigido”, ma piuttosto un clima fluido e conviviale. Un dinner buffet raffinato ha aperto la serata, tra calici alzati e sorrisi complici. Non si condivideva soltanto uno spazio, ma un’idea precisa: lo sport come linguaggio universale, capace di abbattere barriere e differenze.
Il momento simbolo: il cake cut della Tedofora
Tra i momenti più suggestivi della notte spicca senza dubbio il cake cut, cuore simbolico dell’intera celebrazione. Una torta scenografica raffigurava Claudia Peroni nelle vesti di Tedofora, accompagnata dalla sua inseparabile cagnolina Andrea.
Un’immagine tenera e potente al tempo stesso, che ha suscitato sorrisi, applausi e una palpabile emozione tra i presenti. Non si trattava solo di un dettaglio scenografico, ma di un gesto simbolico: la celebrazione di un percorso personale che si intreccia con quello collettivo del Paese verso le Olimpiadi.
Tutti i protagonisti della notte milanese
Uno degli aspetti più sorprendenti della serata è stata la composizione degli ospiti. Non è consueto vedere, sotto lo stesso tetto, personalità provenienti da ambiti tanto diversi: MotoGP, Formula 1, spettacolo, imprenditoria, comunicazione e televisione.
Eppure, la miscela ha funzionato con naturalezza. Tra i presenti figuravano nomi di primo piano come Jerry Calà, Marco Melandri, Arturo Merzario, Luigi Marzorati, Matilde Ciccia, Simona Tagli, Gisella Gozzo, Alessandra Spada, Arturo Artom, Bettina Calà, Jonny Calà, Rudy Smaila e Chechè Ambrosoli.
Non sono mancati rappresentanti di rilievo di Mediaset, ulteriore conferma del prestigio e dell’importanza dell’appuntamento.
Questa contaminazione tra mondi paralleli è stata forse l’elemento più riuscito dell’intera serata. Come evidenziato nel racconto pubblicato su Novella 2000, si è trattato di “un effetto tanto atipico quanto affascinante”. In un’epoca in cui i settori tendono a restare chiusi nei propri circuiti, assistere a un’interazione così spontanea tra professionisti dello sport, dello spettacolo e dell’impresa ha rappresentato un segnale forte.
Una città che racconta se stessa attraverso lo sport
Con questa iniziativa, Claudia Peroni ha voluto rendere omaggio non soltanto allo sport, ma alla capacità unica di Milano di essere crocevia di linguaggi, esperienze e storie differenti.
La sua doppia esperienza da Tedofora non è un semplice dato biografico. È, come già sottolineato, un elemento narrativo che sottrae l’evento alla dimensione effimera del mondano e lo colloca in una prospettiva più ampia. “Un racconto collettivo fatto di incontri improbabili, dialoghi trasversali e simboli forti”, come emerso nel resoconto di Novella 2000.
La serata al JustMe ha saputo unire memoria olimpica e presente, motori e spettacolo, eleganza e autenticità. Un equilibrio raro, che restituisce l’immagine di una città capace di sorprendere anche mentre si prepara a uno degli eventi più importanti della sua storia recente.
In fondo, forse è proprio questo il tratto più autenticamente olimpico: la capacità di far dialogare differenze, unire storie diverse sotto lo stesso tetto e trasformare un evento in un simbolo condiviso.
E, guardando alla notte milanese dedicata a Claudia Peroni, si può dire che quel simbolo abbia brillato con luce propria.
A cura della redazione
Articolo originale di Davide Cannata pubblicato su Novella 2000.




